Ancora sul registro elettronico.. poi basta!

  

Ho letto i commenti negativi relativi all’articolo della Veladiano su Repubblica soprattutto quelli del ilPost, il mio punto di vista sull’argomento come ho già detto su La scuola possibile di novembre è lo stesso della Veladiano.

L’ottica non è il conservatorismo, né la paura dell’ignoto, anche perchè, come sicuramente sapete, il registro elettronico semplifica moltissimo il lavoro burocratico dell’insegnante e quindi dà sicuramente più spazio alla didattica.

Io personalmente non ci ho trovato niente di così innovativo, invece di scrivere si clicca, nella scuola oggi molti insegnanti hanno la mailing-list della classe e comunicano in tempo reale. Ci sono anche insegnanti che aprono blog (non io perchè per me questa è una prima esperienza, ma ne sto intravedendo mille possibilità) e rimangono in comunicazione con studenti e genitori anche dopo l’orario scolastico.

Il problema, a mio avviso,  è un altro e più ampio ed è il processo formativo. Non possiamo più essere insegnanti dell’ Encyclopédie, di d’Alembert e Diderot, i ns ragazzi si rifiutano e hanno ragione,  i tempi sono cambiati, anche il ruolo della famiglia è cambiato, quindi queste istituzioni educative devono collaborare se hanno come obiettivo la formazione dei ragazzi.

Nelle nostre scuole ci tanti ragazzi ed ognuno ha una realtà diversa, una famiglia diversa dietro le spalle. L’insegnante oggi non è colui che versa sapere, ma il collante di un processo educativo che fa crescere, io non dico che con il registro elettronico  le famiglie  diserteranno i colloqui, le famiglie che ora vanno ai colloqui continueranno ad andare, il problema è di quella classe docente che ha ancora l ’illusione che è lì per “scremare” e che con un sms ha messo a posto la propria coscienza, è di quelle famiglie che già oggi hanno gettato la spugna e che all’arrivo di un SMS diranno: “.. un altro 3, che devo fare con questo io!”  .. e non faranno niente, il problema sarà di quei ragazzi che già oggi sono chiusi nei loro social network e nelle loro app e che non sentiranno nemmeno più l’obbligo di comunicare il loro andamento scolastico, convinti che tanto non interessa a nessuno e in questo non c’è crescita. E’ logico che sono situazioni al limite … e oggi non so quanto , ma nelle nostre classi esistono anche queste realtà e noi come educatori e operatori scolastici abbiamo l’obbligo di rifletterci.

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