LA SCUOLA POSSIBILE

Da qualche anno, molto immeritatamente, collaboro con la rivista telematica La scuola possibile E’ una rivista che parla d’integrazione, di scuola, fatta da gente che vive ogni giorno la scuola e che ha un unico comun denominatore, il sogno di una scuola che sappia veramente costruire sapere e nn versarlo.

Metto qui l’articolo del collega   che anticipa le tematiche che verranno trattate nel numero di gennaio.

LA TERZA REPUBBLICA E L’OSCURITÀ ATTORNO ALLA SCUOLA ITALIANA

 

di Claudio Salvati – Un’Italia preda di comici involontari o prezzolati, di antichi professori e ruderi della politica; ma la nostra scuola dov’è? Dov’è il futuro basato sull’istruzione e sulla formazione, principi inestimabili di educazione e maturità, seme di diritti civili e sociali alla base del vero progresso del Paese? Questo nuovo periodo elettorale si inaugura col medesimo oscurantismo istituzionale col quale si era concluso e la Terza Repubblica, decantata con religioso ossequio, pare ancora una volta addomesticata da antichi retaggi di favori e avidità.

Ma può un orizzonte tanto ombroso illuminarsi di una nuova “Scuola Possibile”? Il tragico inizio sottolinea le evidenti priorità economiche, continuando ad ignorare che un popolo florido e operoso nasce sui banchi di scuola. Un’istituzione incapace di approntarsi per il meglio, vessata com’è dai tagli passati  voluti da tutti e da tutti ricusati al momento di offrire nuove promesse elettorali. Ma l’Italia può ripartire dalla Scuola? E potranno le promesse di Berlusconi e Bersani, Monti e Grillo restituire dignità all’Istruzione italiana? Tutto un popolo di precari sotto esame attende risposte che “La Scuola Possibile” si impegna ad analizzare sul suo prossimo numero, per una panoramica attendibile ed equidistante, ma non per questo meno critica, attorno al nascente, e già oscuro, periodo della politica italiana: la Terza Repubblica.

Sul www.lascuolapossibile.it   il prossimo numero in linea a fine gennaio.

 

 

 

3 pensieri su “LA SCUOLA POSSIBILE

  1. Lisa

    L’Italia potrà ripartire dalla scuola solo quando i protagonisti usciranno allo scoperto rivendicando la loro posizione senza presunzione, anzi con molta umiltà, costruendo relazioni forti e significative con le famiglie per perseguire insieme il ben-essere di chi la scuola la vive quotidianamente. Finchè ci arroccheremo su posizioni rigide cercando le soluzioni nei registri elettronici, nella certificazione delle competenze nei pdp e tutto quello che il sistema istruzione ha prodotto negli ultimi vent’anni l’Italia rimarrà un paese ingessato in cerca di scuse per nascondere le responsabilità mai prese. Non dobbiamo confondere gli strumenti con i fini…Oggi sono particolarmente aggressiva perché di ritorno da un incontro di rifelssione sui risultati delle prove Invalsi dove nessuno era interessato a trovare soluzioni che andassero nella direzione del “aiutare ciascuno a conseguire il meglio di se stesso”. Eppure le ultime indicazioni sono estremamente affascinanti per le parole che usa…una scuola di tutti, una scuola per ciascuno…anche queste saranno state predisposte per nasconderci da qualcosa?

  2. Sì sono d’accordo… è quello il problema, tutte queste scartoffie fanno perdere di vista quella che è la finalità, qual è il mio obiettivo? cosa voglio come insegnante? cosa vorrei che fossero un domani i miei ragazzi? ecco prima di scrivere una programmazione… uno dovrebbe confrontarsi con la/il collega su questi obiettivi, poi partire o magari cambiare collega.
    … e nn parliamo delle prove invalsi… che è meglio!

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