COMUNICAZIONE COME COLLANTE DELLE COMUNITA”

Dal settimanale d’informazione Ognisette

di Enrico Mannari

Un “nuovo” modo di comunicare: la “Comunicazione generativa”

L’impetuoso sviluppo delle nuove tecnologie ha contribuito ancor più a trasformare la”comunicazione” in una sorta di bacchetta magica. Ma è proprio cosi?

Luca Toschi, docente di sociologia della Comunicazione presso l’Università di Firenze, nel suo recente volume “La comunicazione Generativa”, edito da Apogeo, ci introduce in uno scenario assai diverso. Partendo dalla consapevolezza, di per sé non nuova, che “l’attuale sistema comunicativo abbia rafforzato la dimensione trasmissiva, gerarchica, emulativa, che sia cioè espressione di una cultura che non vuole far emergere la conoscenza esplicita ed implicita di cui siamo sempre e comunque portatori”, ci parla di un modo nuovo di intendere la comunicazione. In pratica vuol dire una cosa assai semplice.

Quando un’organizzazione chiede aiuto per analizzare il suo modo di comunicare ed eventualmente potenziarlo, quello che deve essere fatto è impegnarsi nel rafforzare la conoscenza che l’organizzazione ha delle sue potenzialità comunicative e degli errori che sono commessi nel valorizzarle. Questa visione della comunicazione, generativa di risorse interne ma anche esterne, ci spiega che la comunicazione la fanno tutti, la devono fare tutti: è il collante che tiene insieme una comunità.

Il problema è riuscire a organizzare la comunicazione in maniera tale – e qui la professionalità è indispensabile e purtroppo troppo spesso è assai debole, per errori commessi anche dall’offerta formativa e dalla ricerca universitaria – che ognuno dia il suo contributo. Tutti, compresi, insomma, coloro che sono i destinatari finali. Dunque il “comunicatore” non è il signore degli effetti speciali, la figura carismatica che convince e guida ma si pone come colui che governa questo processo.

L’avvertenza ai navigatori è di stare  attenti alla possibile “deriva comunicativa” nella quale rischiamo di trovarci prigionieri degli stessi strumenti che apparentemente ci promettono un’illimitata libertà.  E’ finito il tempo di portare tutto nella rete: la rete va alle cose e alle persone, e ci pone domande cui fatichiamo a rispondere. Se non si capisce questa esigenza strategica, sottolinea Toschi, si va poco lontano. La stessa “augmented reality” può essere un’importante occasione, ma la tecnologia senza idee si rottama alla svelta.

Un libro insolito,innovativo nella sua stessa struttura, la cui scrittura,  frutto di esperienze e riflessioni maturate nel tempo all’interno del “Communication Strategies Lab “dell’Università di Firenze diretto dallo stesso Toschi ,con tanti giovani e meno giovani colleghi,  è possibile sviluppare criticamente  nel sito www.comunicazionegenerativa.org e vederne  una sperimentazione importante per i 150 anni dell’Unità d’Italia, http://www.150digit.it.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...