E-BOOK … MA QUANDO?

Ho inserito l’articolo perché credo che sia importante una riflessione.

Il mio sogno? far aderire la mia scuola al progetto Book in Progress“.

Una rivoluzione che parte dalla Puglia e  che ha già coinvolto 15.000 studenti, 800 docenti e 70 istituzioni scolastiche.

Alcuni docenti hanno scritto libri di testo in progress, cioè seguendo quelle che erano le esigenze delle varie classi, poi si è costituita una rete di 70 scuole ed ora ci sono altre 100 scuole che chiedono di aderire al progetto.

Un libro, sia in formato digitale che cartaceo a colori ha un costo massimo di 3 euro e 90 scritto dai  docenti stessi della classe.

I libri in formato digitale hanno inoltre contenuti multimediali, le famiglie con il risparmio del primo anno hanno acquistato ai ragazzi dei tablet per usufruire dei libri digitali. Si è messo così in moto un processo innovativo fantastico.

Che ne dite? e parliamo ancora di educazione motoria scritta sul quadernino?

Articolo di REPUBBLICA

Libri scolastici nuovi ogni anno scatta la rivolta delle famiglie

Il ministero fa cadere il divieto di adottare edizioni aggiornate prima di cinque anni. Salasso in vista. Scoppia la polemica. Rinviata a settembre del 2014 la novità dei testi online

di SALVO INTRAVAIA

IL GOVERNO Monti liberalizza l’adozione dei testi scolastici e le famiglie italiane tornano a tremare. La rivoluzione annunciata in passato dall’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che avrebbe dovuto far risparmiare alle famiglie italiane milioni di euro, è dunque rinviata. La crisi che attanaglia tutti i settori economici d’Italia ha messo in moto anche la lobby degli editori, che sembra avere avuto la meglio. Quattro giorni fa, dal ministero dell’Istruzione è partita la circolare sulle adozioni dei testi scolastici che illustra le due novità introdotte dal decreto sviluppo di dicembre. Dall’anno scolastico 2014/2015 cadrà il blocco – di sei anni per le scuole medie e superiori e di cinque per le elementari – sulle adozioni dei testi scolastici, e gli insegnanti potranno tornare a cambiare i libri adottati senza più vincoli: in teoria, anche ogni anno. Le famiglie non potranno passare ai figli più piccoli i libri dei fratelli maggiori e ricorrere al mercato dell’usato sarà sempre più complicato: si tornerà a testi spacciati per nuove edizioni che, con solo qualche pagina in più rispetto alle ristampe precedenti, impediranno alle famiglie di acquistare quegli stessi titoli nei mercatini. Per la verità, i limiti imposti dalla Gelmini non avevano prodotto finora i risparmi annunciati. A confermarlo sono i dati dell’Aie, che documentano un calo di soli 18 milioni di euro tra il 2009 e il 2011, pari a due euro e mezzo di risparmio all’anno per le famiglie. Una strada,però, era stata tracciata, e ora si torna indietro. Secondo l’Associazione italiana degli editori, nel 2011 il mercato dei libri scolastici ha fruttato oltre 649 milioni di euro: quasi il 20 per cento del giro d’affari del mercato italiano dei libri. Ma nel 2012 le cose sono peggiorate per via di un calo delle vendite del 7,5 per cento. Così, i libri di scuola sono diventati per gli editori l’ultimo treno per recuperare il fatturato perduto. La lobby delle case editrici ha segnato anche un altro punto: il ministero, infatti, ha rinviato anche la novità dei libri di testo online – parte in formato cartaceo, parte in formato digitale. Si inizierà nel settembre del 2014, e senza troppa fretta: partiranno le prime e le quarte classi della scuola primaria, le prime della scuola media e le prime e le terze classi delle scuole superiori.  Non è finita: “Il passaggio ai libri di testo nella nuova versione digitale – specifica la nota del ministero – richiede l’adozione di un apposito decreto ministeriale che ne definisca le caratteristiche tecniche”. Insomma, per l’introduzione dei testi digitali ci sarà bisogno di una nuova circolare. “Prendiamo atto che alcune misure necessitano di tempi graduali. Del resto, il mondo produttivo e la stessa scuola non erano ancora pronte ad una novità generalizzata sui testi digitali. E sforzare il sistema sarebbe stato controproducente…”. Per Angela Nava dei Genitori democratici “la preoccupazione è grande. Questa novità dà la certezza che la spesa per i libri aumenterà”.

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